| Leggi e Regolamenti per le Biotecnologie: dalle Convenzioni internazionali alle norme europee e nazionali |
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Gianni Tamino
Dip. Biologia, Univ. Padova; Comitato Naz. Biosicurezza e Biotecnologie |
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Le norme che regolano la complessa
materia delle moderne biotecnolgie sono di livello internazionale (Convenzioni,
Trattati ed Accordi), comunitario (Direttive e Regolamenti), nazionale (Leggi
e Decreti). La legislazione nazionale è quasi totalmente derivata da quella comunitaria, che si articola su tre piani: Direttive sulla Biosicurezza (219 e 220 del 1990, rispettivamente sull'impiego confinato di microrganismi, recentemente modificata dalla Dir.98/81, e sul rilascio deliberato di OGM), Regolamenti sull'etichettatura dei prodotti commerciali ( 258 del 1997, 1139 del 1998 e 49 del 2000) e la Direttiva sulla brevettabilità di geni, organismi e prodotti biotecnologici ( 44 del 1998). Le più importanti Convenzioni internazionali che interagiscono con le norme comunitarie e nazionali sono:
Attualmente, a livello internazionale e comunitario, è in discussione
l'applicazione del Principio di Precauzione, previsto anche dal Trattato
dell'Unione Europea, in base al quale un prodotto è considerato sicuro
quando, al di là di ogni ragionevole dubbio, non comporta rischi rilevanti
ed irreversibili per l'ambiente e la salute. Suscita, inoltre, notevoli
discussioni e polemiche il recepimento della direttiva sui brevetti
biotecnologici e l'inapplicabilità dei regolamenti sull'etichettatura
dei prodotti transgenici. |