Biotecnologie nel settore primario. I benefici

Paolo Parrini
Dipartimento Agronomia Ambientale, Università di Padova
L'applicazione delle biotecnologie alle piante di interesse agrario si è tradotta in una serie di realizzazioni che, al momento attuale, hanno trovato consistente diffusione in coltura solamente per quattro specie: soia, mais, cotone e colza. A queste si possono aggiungere, con superfici inferiori ai 100.000 ha, patata, zucca e papaya. L'aumento globale della superficie investita con colture transgeniche nell'ultimo anno è stato pari al 44%, passando dai 27.8 mil. Ha nel 1998 ai 39.9 mil. Ha nel 1999 (+ 12.1 mil. Ha).
Le modificazioni introdotte hanno riguardato essenzialmente la tolleranza agli insetti (mais e cotone), la tolleranza agli erbicidi (soia, mais e colza) o la tolleranza combinata ai due (mais e cotone).
I vantaggi connessi con l'adozione di varietà geneticamente modificate possono essere letti, da un lato, in termini ambientali (riduzione nel consumo di erbicidi e/o di insetticidi) e, dall'altro, in termini economici (riduzione dei costi colturali, eventuali aumenti di produzione, applicazione più oculata delle tecniche colturali).
La stima di tali vantaggi non è sempre agevole e solamente ora, dopo quattro anni dall'introduzione in coltura di piante geneticamente modificate, sono disponibili i primi dati. Essi mettono in evidenza, anche se non sempre in maniera univoca, che entrambi i tipi di vantaggi possono sussistere e, proprio sulla base della loro tangibilità, è presumibile che l'adozione di colture transgeniche subirà un progressivo incremento fino a raggiungere, in termini di valore di mercato, i $25 mld nel 2010, pari a dieci volte quello attuale. Tale espansione, condizionata dalla accettazione da parte dei consumatori e dalla regolamentazione adottata dai diversi Paesi, è da porre in relazione anche con un cambiamento delle modificazioni genetiche introdotte che, secondo le previsioni, tenderanno a passare da caratteri agronomici a caratteri qualitativi
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Le piante inegnerizzate con la tossina del Bacillus thuringiensis